Nando Salce

Giovanni Maria Mataloni, 1895, inv. 13424
Nato il 22 marzo 1877 a Treviso, il ragionier Ferdinando, detto Nando, maturò ben presto un’incontenibile passione per le affiches e, grazie all’agiata condizione economica della famiglia, poté dedicarsi all’attività collezionistica in modo pressoché totalizzante. Ancora ragazzo acquistò, quale pezzo d’esordio, il celeberrimo Incandescenza a gas Auer, realizzato da Giovanni Maria Mataloni nel 1895: l’aneddotica intorno all’accattivante voluttà del soggetto si è a dir poco sprecata nelle cronache biografiche pubblicate negli anni; ma ciò che più conta è che tale acquisto, come i successivi, rivela l’attenta lettura dei pionieristici articoli di Vittorio Pica sul cartellonismo apparsi in “Emporium”; ed è pertanto un precoce segnale di quella consapevolezza critica che connoterà l’intero impegno collezionistico del Salce.  Consapevolezza che non riguarderà mai la quantità di materiali, di cui evidentemente il ragioniere perse ben presto il conto e che finì per sottostimare abbondantemente, ritenendo di possedere all’incirca 15.000 pezzi.
Senza dunque produrre alcun elenco, con testamento del 26 aprile 1962 Nando Salce così determinava le sorti della sua straordinaria raccolta: Lego allo Stato italiano, rappresentato dal Ministero della Pubblica Istruzione la mia collezione di manifesti pubblicitari raccolti durante un settantennio esistenti tutti e soltanto nei solai della mia casa in Borgo Mazzini 48, in Treviso, della quale collezione  molti giornali, riviste e mostre hanno rilevato l’importanza per la storia degli stili e degli artisti e per le evoluzioni degli usi e costumi della collettività e ciò perché serva in scuole e accademie preferibilmente locali o del Veneto, a studio e conoscenza di studenti, praticanti e amatori delle arti grafiche.
Nonostante l’iniziale freddezza dell’amministrazione comunale, grazie anche alla mediazione di Bepi Mazzotti, la corposa Collezione – 24.580 i pezzi allora inventariati -  venne mantenuta in Treviso.
La scelta del MIBACT, attraverso il nuovo Museo nazionale Collezione Salce, è quella di ribadire il legame della Collezione con la città, in memoria dell’appassionato collezionista.